

A metà strada tra il mar Tirreno ed il mare Adriatico, nel cuore della Campania, , tra la Puglia e la Basilicata, da un ‘antica tribù di origine nomade – sannitica, gli Hirpini diedero vita al primo nucleo abitativo della Città di Avellino.
Dapprima nei pressi dell’attuale paese di Manocalzati, nell'antica "Abellinum", poi in seguito alle incursioni da parte di tribù rivali, questo nucleo si andò spostando via via verso Atripalda per giungere nei pressi della zona dove oggi sorge il Duomo di Avellino.
Avellino già visse i primi martiri romani nel 400 d.C., con la persecuzione ed il supplizio di S.Ippolisto. Nel 500 d.C., con l’affermazione del cristianesimo, Avellino divenne sede Vescovile. Subì, poi, le invasioni barbariche dei Vandali e dei Goti.Nel IX sec. (anno 1000) fu edificato il castello longobardo sito sulla collina "Terra" (C.so Umberto).
Con la venuta dei francesi, Avellino ritornò capoluogo del Principato Ultra e la Piazza della Libertà divenne il fulcro della vita amministrativa e commerciale.
Casino del Principe: Il cosiddetto Casino del Principe, situato sul lato sinistro dell’attuale Via F. Tedesco, per chi da Avellino si reca in Puglia. Ha una facciata uniforme di disegno molto semplice, caratterizzata dalla sobrietà delle linee, si sviluppa su due livelli. In origine la facciata era costituita dall’alternanza di balconi e finestre simmetriche, oggi chiuse e ancora verificabili dalle riseghe delle ornie in tufo.
Chiesa di Costantinopoli: La Chiesa di Costantinopoli, conosciuta sin dal ‘500 , assunse l’aspetto odierno dopo che un altro terremoto, quello del 29 novembre 1732 , la ridusse in condizioni peggiori di quelle in cui l’ha ridotta il recente terremoto del 1980. Abbellita e decorata dall’Arciconfraternita omonima, la Chiesa venne eretta a Parrocchia nel 1753. Altra istituzione strettamente legata alla Chiesa è stato il cinquecentesco "Monte dei Pegni".
Dogana: La storia della Dogana avellinese si confonde con la storia dell’intera città; la sua presenza, datata dal 1007, testimonia l’importanza del commercio, avvertita sin dal sec.X. Essa contribuì a dare risalto alla massima espressione dell’attività commerciale che ebbe, nella Dogana, il suo tempio . La Dogana sorse tra gli incroci di importanti strade che confluivano ad Avellino. col passare degli anni, da semplice deposito di dettate, monopolizzò ben presto la vita politica, burocratica, commerciale, tributaria e fattiva dell’intera comunità. Sede di fiere , ospitava nella piazza antistante anche i mercati. La dogana era considerata una moderna "borsa", tanto da fissare il prezzo corrente sul mercato dei prodotti, influendo persino nelle zone di Napoli e di Terra di Lavoro, fino alle coste di Amalfi e Capri, ove era solito attenersi al " prezzo secondo la valuta che corre in Avellino ".
Fontana dei tre cannoli: All'interno del Centro Storico di Avellino, lungo la trafficata strada delle Puglie, percorso obbligato nei secoli scorsi per rifornire la capitale del Regno di ogni sorta di dettate, sorge l’artistica Fontana dei Tre Cannoli. La fontana è uno dei monumenti più significativi della storia di Avellino. Oltre ad essere conosciuta con il nome popolare è detta anche Fontana Caracciolo o Fontana di Bellerofonte. Questo nome deriva dalla statua centrale che raffigurava , nel marmo, Bellerofonte nell’atto di uccidere la Chimera. Francesco Marino I Caracciolo , nel 1669, commissionò l’architetto bergamasco Cosimo Fanzago di portare all’antico splendore la Fontana dei Tre Cannoli.
Duomo: La costruzione fu avviata nel 1132 dal vescovo Roberto e fu portata a termine nel 1167 dal vescovo Guglielmo che l’arricchì delle reliquie di S. Modestino che ne accrebbero il prestigio.
Chiesa del Carmine: E' il noto Pantheon dei Caracciolo di Avellino. L’edificazione del Monastero di S. Maria del Carmine, voluta dal principe Camillo Caracciolo, e continuata dal figlio Marino II, ha avuto dal pontefice Paolo V ben due bolle. Oltre che al Monastero le premure e le attenzioni del principe Camillo e di suo figlio Marino sono parimenti rivolte anche all’annessa chiesa di S.Maria del Carmine , nella quale furono deposte le tombe di sepoltura della famiglia Caracciolo.
Torre dell'orologio: La sagoma svettante della Torre che sovrasta i tetti dell’abitato di Avellino si staglia in tutta la sua imponenza nel susseguirsi , per 40 metri, dei tre ordini architettonici che ripetono fantasiosi motivi barocchi. Assurta a simbolo della Città, la Torre dell’Orologio rappresenta il segno più toccante della vita comunitaria . Le sue vicende architettoniche racchiudono squarci di storia civica e umana della Città intera.
Obelisco: Il monumento a Carlo II d’Asburgo che successe al padre Filippo IV all’eta’ di quattro anni sul trono di Spagna nel 1665 fu commissionato a Cosimo Fanzago dall’Università di Avellino nel 1668.
Palazzo Balestrieri: L’ingresso del palazzo, la cui costruzione risale alla seconda metà del secolo XVIII, è collocato in via Duomo dove un grande e nobile portale sottolinea l’importanza architettonica e storica del fabbricato sito nelle immediate vicinanze dei punti più qualificati della vecchia città: il Duomo, il Palazzo della Dogana, l’Obelisco a Carlo II d’ Asburgo e la Torre dell’Orologio.
Palazzo De Peruta: La storia del Palazzo Municipale di Avellino inizia all’indomani dell’Unità d’Italia, quando Avellino, entrava a far parte del nuovo Stato Unitario , assume sempre più connotati di un centro di un certo rilievo. Da alcuni decenni l’espansione urbanistica si sposta lungo il Corso principale della Città. Specialmente sul Corso è rivolta l’attenzione delle famiglie più in vista. Avere una casa al Corso è simbolo di prestigio sociale.
Il Pane: L’alimento principe di ogni tavola è, in Irpinia, sicuramente tra i prodotti meglio curati da veri e propri artigiani della gastronomia. Il prodotto qui presentato è qualitativamente senza confronti: la lavorazione essenzialmente artigianale (lievitazione naturale e cottura in forni a legna), unitamente alla scelta dei grani più pregiati, conferiscono un sapore unico e un profumo antico.
Palio della Botte: Ad agosto si svolge in città il Palio della Botte, una competizione di stampo medievale che si svolge tra le sette contrade (che coincidono con le sette circoscrizioni) della città di Avellino. La sfida consiste nel far rotolare con una spranga ricurva una botte di circa due quintali, spingendola in salita lungo tutto Corso Umberto I. La vittoria viene assegnata al rione che riesce a raggiungere nel minor tempo possibile la Fontana di Bellerofonte.|
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