

Palinuro è la maggiore frazione di Centola; 1.500 ab. (circa). Nome degli abitanti (Palinuresi). È una famosa stazione balneare del Cilento meridionale, il cui nome è legato ad un personaggio dell'Eneide, il mitico Palinuro, nocchiero della flotta di Enea.
Palinuro è una località turistica piuttosto nota. La buona recettività estiva è dovuta principalmente alla qualità delle acque (che le frutta da alcuni anni la "Bandiera Blu" che alla posizione del paese nel contesto del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Oltre alle spiagge site dal lato del paese di Palinuro, è piuttosto frequentata la zona chiamata Spiaggia Mingardo (detta anche Arco Naturale, per via di una formazione rocciosa ad arco), sul versante del golfo di Policastro. Altro motivo di attrazione turistica sono le numerose grotte marine site attorno Capo Palinuro (tra cui la Grotta Azzurra), piuttosto apprezzate per le escursioni subacquee.

Una frequentazione più assidua dell'uomo primitivo è registrata nel neolitico (IV millennio); i numerosi resti di utensili in ossidiana, ritrovati nella duna fossile, fanno pensare a Palinuro come di una stazione di commercio con le Eolie da cui proveniva il vetro naturale.
Durante l'epopea greca il promontorio era già conosciuto ai naviganti per la pericolosità delle sue correnti, per questo lo chiamarono Palinouros, una sorta di capospartivento. A conferma del timore gli stessi greci designarono col nome di una sirena, Molpè ossia la leggiadra, il fiume che scorre alle pendici del Capo Palinuro; e si sa che le sirene erano l'allegoria di acque perigliose.
Nel 540 a.C. colonizzatori ionici provenienti da Focea fondarono Elea (Velia) acquistando i diritti sul territorio dalla popolazione indigena, gli Enotri; allo stesso tempo eressero su Capo Palinuro, in località Timpa della Guardia, un villaggio con annessa necropoli. Gli scavi hanno restituito in abbondanza vasellame, utensili, monili e anche alcune monete incuse con la scritta Pal-Mol (Pal-Mol), che sta per Palinuro, il promontorio, e Molpa (da Molpè) l'insediamento.
In età romana Palinuro-Molpa fu munito di stazioni di osservazioni per l'avvistamento di navi cartaginesi, ma fu anche frequentato da illustri personaggi, come l'imperatore Massimiano detto Erculio, che lo scelsero per la bellezza dei luoghi e la bontà dei vini.
Da sud, Autostrada Reggio Calabria - Salerno uscita Buonabitacolo poi Superstrada direzione Sapri - Roccagloriosa uscita Celle di Bulgheria quindi proseguire per Palinuro
In Treno: Stazione di Pisciotta - Palinuro a pochi km di distanza. La stazione si trova sulla linea nazionale Napoli-Reggio Calabria, servita da treni Eurostar.
Grotta Azzurra: E' la cavità più famosa, ampia e ricca di vita. I due ingressi subacquei del percorso, che attraversa Punta Quaglia, distano 90 metri. la profondità massima è di 33 metri. La morfologia della cavità è alquanto articolata. Nel lato nord del tunnel principale si apre un ramo laterale, con fondo limoso, in forte risalita che termina dopo 18 metri di percorso ad una quota di 15 metri. Dal lato sud. est della sala centrale e al termine del tunnel principale si apre la grande Sala della Neve.
Sala della Neve: La grande Sala della Neve ha dimensioni di 26 x 45 metri. Sul suo pavimento c'è una zona caratterizzata da 3 depressioni a forma di imbuto con fondo a quota - 17 metri e - 23 metri e fianchi ricoperti da ciottoli e piccoli massi. Da una di queste depressioni fuoriesce la sorgente sulfurea principale. Da questa sorgente principale fuoriesce un flusso d'acqua sulfurea che sale, ben visibile, in verticale con un diametro di circa 70/80 cm. E una velocità stimabile di 15 Mt/minuto. E un flusso d'acqua considerevole che va ad accumularsi, per minore densità, sotto una sorte di cupola nella parte alta della sala. Qui si aduna uno strato di acque sulfuree (temperatura + 24 °C) che sovrasta la normale acqua di mare. Le pareti interessate dall'acqua sulfurea sono ricoperte da una spessa pellicola, talora sfilacciata, bianca di solfo batteri e flocculi che si staccano dal soffitto per effetto delle bolle scaricate dai subacquei. Di qui l'effetto nevicata!
Grotta Viola: La grotta Viola fa parte di cavità comprese nella Cala Fetente. Deve il suo nome alle patine di manganese subito sopra il pelo dell'acqua del laghi interni, che nella parte più alta e asciutta riflette alla luce del subacqueo suggestive tinte violacee. La grotta è costituita da una prima salla sommersa con il fondo a - 14 metri con ciotoli e sabbia con ripple marks incrociati e cosparso di blocchi di crollo. La volta risale in tre punti fino sopra il livello del mare dove forma tre piccole cupole con aria, ricche di concrezioni. La seconda sala presenta un fondo limoso. Risalendosi incontra a - 7 metri acqua lattiginosa solfurea che arriva fino alla superficie. Si emerge in un lago tappezzato da stalattiti, stalagmiti e piccole colonne. Il ramo subacqueo infangato e molto basso e ricco di sedimento che rende pericoloso il suo percorso. Il percorso termina in una fessura tra massi di crollo da cui sembra fuoriuscire la sorgente sulfurea.
Cattedrale 2: E' una delle grotte sommerse più spettacolari. ha un percorso vagamente a ferro di cavallo lungo 120 metri. Il nome deriva da una suggestiva navata centrale molto concrezionata che presenta una caratteristica finestra a bifora sopra l'entrata. Dall'ingresso alla sala l'ingresso è costituito da ciottoli, sabbia con ripple marks e limo. Il limo è presente in abbondanza sulle piccole terrazze alle pareti. Se si esclude l'ultima parte della grotta il fondo è sempre ricoperto da un notevole strato fangoso bisogna quindi prestare molta attenzione a non sollevare sospensione che potrebbe rendere pericolosa l'immersione. Il Palinuro Sub riserva questa immersione agli speleo subacquei più esperti.
Cattedrale 1: Grande cavità sommersa con 4 cupole d'aria interna. E' molto lavata dal mare con pavimento liscio e scarsa vita sulle pareti. Dopo un percorso subacqueo si emerge in diverse cavità subaeree. Si possono notare alcuni fenomeni legati alla grotta, quali il nanismo di certi organismi rispetto ad altre condizioni e la depigmentazione delle spugne del genere Petrosa. Questa grotta è caratterizzata da interessanti forme di concrezionamento.
Grotta del Lago: La grotta del Lago è costituita da due rami perpendicolari fra loro di cui uno subacqueo e uno emerso che convergono in un lago interno. L'ingresso subacqueo è a circa - 7 metri di profondità e scende fino a - 11 dove un basso e stretto passaggio immette in una angusta galleria sommersa costellata da diversi speleo temi. Si riemerge in un lago interno dal fondo limoso. Tutto il ramo subacqueo è stretto e vi solleva inevitabilmente sospensione per cui si consiglia la visita solo agli speleosubacquei più esperti ed accompagnati da chi conosce la cavità.
La spiaggia delle dune fossili: In località Saline si possono ammirare spettacolari esempi di dune fossili che costituiscono un ambiente naturale molto particolare, popolato da organismi vegetali che nell’insieme costituiscono una fitocenosi unica, estremamente sensibile ai disturbi antropici e, pertanto, da salvaguardare.
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